
- by AZIZ TAKATERT
- September 13, 2025
- News
Chez Manuelle Guibal…
Dopo una lunghissima e impegnativa giornata da Comme des Garçons, nello storico show-room di Place Vendôme a Parigi, decido di resistere ancora e andare a trovare Manuelle Guibal a Quai aux Fleurs, dentro l’Ile de la Cité. So che è vicino, ma la stanchezza ha raggiunto livelli tali da non avere energie nemmeno per cercare l’indirizzo sulla mia storica e ormai logora mappa cittadina.
Prendo un taxi e mi faccio portare a destinazione, senza pensare a nulla, solo a quanto sia stata stupida a non scegliere la metro per evitare il traffico parigino nell’ora di punta. Prossima a destinazione, un violento temporale, di quelli mirati, col cielo soleggiato da una parte e il nero minaccioso dall’altra, ovviamente la mia, mi dà il colpo di grazia: giusto il tempo di scendere dall’auto, attraversare la strada e mi ritrovo inzuppata da capo a piedi.
Affranta di fatica, freddo e un certo scoramento, varco la soglia dell’animato show-room della Guibal. Il mio ”Bonsoir, IVO MILAN”, silenzia l’effervescente chiacchiericcio, i volti sorpresi e gli occhi puntati mi fan percepire che sono la maschera di me stessa. Nello stesso istante, una calda voce maschile scioglie ogni esitazione e mi accoglie con una sola, semplicissima domanda: ”Champagne?”.

Mi piace raccontare l’esordio della collaborazione con Manuelle Guibal, perché il suo mondo è così: gioioso e scandito da un ritmo accogliente, subito familiare, di complicità, professionalità e grande partecipazione. La Maison è una famiglia, un gineceo di donne in cui Manuelle rassicura e valorizza ognuna, ascolta con sguardi appassionati e di grande tenerezza, osserva curiosa le reazioni della sua clientela alle proposte stagionali e ha piacere di conoscerne le diverse realtà.

La designer usa il colore, lo declina nei diversi modelli e tessuti, sa presentarlo in modo accattivante, desiderabile. L’anima creativa – è anche scultrice e pittrice – e il carattere socievole la mettono facilmente in rete con artisti locali. Così, sono frequenti le spennellate della pittrice Manon Gignoux sulle tele di cotone degli abiti e camicie dagli ampi volumi.

Un linguaggio confortevole, cittadino e fortemente rappresentativo di un esprit parigino vivace e rilassato, come si percepisce dalla scelta dei tessuti naturali: cotoni, sete e lini lavati, a volte cangianti, ritmati da stratificazioni, colori accesi o sobri nelle possibilità più femminili. Un’idea che valorizza la libertà di movimento, facilitata da coulisse, elastici e dalla veloce possibilità di mescolare, a propria discrezione, ogni capo, non solo con quanto offrono le collezioni della Guibal, ma con molto di quanto è già presente nel proprio guardaroba.



